Distribuzione dei viveri di soccorso presso Seemasahitha Countrywide Wagakaruwange Samithiya, Sri Lanka, maggio 2020. © NAPP

Da marzo 2020 il nostro lavoro, come le nostre vite, non ha più potuto prescindere dalla pandemia da Covid-19. L’ondata dei contagi ha investito pesantemente il nostro Paese ma ha travolto ed eroso in modo dirompente le economie dei già fragili Paesi in via di sviluppo in cui si concentra il lavoro di Fairtrade. Per la prima volta nella sua storia, Fairtrade è intervenuta in un ambito emergenziale e lo ha fatto con il proprio stile e i propri strumenti. Il Premio innanzitutto: da marzo, il Premio Fairtrade il cui impiego, secondo gli Standard, deve essere deciso annualmente dalle assemblee dei soci delle cooperative, è stato svincolato. Le organizzazioni dei produttori hanno cominciato ad utilizzarlo per mettere in sicurezza i lavoratori, per dotare le comunità e le famiglie di dispositivi sanitari, per distribuire generi alimentari, soprattutto ai più emarginati e colpiti dal lockdown.

Ma non solo: alcune organizzazioni sono riuscite ad essere di sostegno alle strutture sanitarie locali, ad aiutare gli ospedali e le cliniche in situazioni in cui sono in forte sofferenza.

Oserian, che coltiva rose in Kenya per il sistema Fairtrade, ha convertito parte della sua produzione nel confezionamento di mascherine

Fairtrade International, nel frattempo, ha istituito due fondi dedicati alla Covid: un fondo per l’emergenza che attualmente ammonta a 2.1 milioni di euro; e uno per la resilienza di 1 milione di euro. Il primo a favore dell’immediata emergenza sociale ed economica dei paesi produttori; il secondo vuole dare strumenti finanziari alle organizzazioni per poter ripartire dopo questo periodo di crisi.

Non sappiamo quale sarà la ripercussione sulle filiere a medio e lungo termine dopo un rallentamento così prolungato e le difficoltà logistiche e nei trasporti che, almeno al momento in cui stiamo scrivendo, stanno ancora subendo le comunità dei produttori Fairtrade. Sappiamo che alcuni mercati hanno registrato un vero e proprio crollo che ha messo in ginocchio migliaia di lavoratori: nel settore dei fiori (che ha chiuso la domanda nel momento del diffondersi della pandemia nei paesi di destinazione); e quello del tessile, privo di ordini da un giorno all’altro e senza nessun preavviso o garanzia di risarcimento.

Fairtrade continua a supportare gli agricoltori e i lavoratori cercando di accompagnarli in questa ennesima sfida. Raccontiamo le loro storie di resilienza nel nostro blog.

Prove di distanziamento ai centri di raccolta di cacao di Acopagro, Perù