Paolo Pastore
Direttore generale

 

Fairtrade è uno strumento di responsabilità sociale di impresa: lo ripetiamo da anni proprio perché il nostro sistema guarda alla sostenibilità a tutto tondo e crea impatto sociale, economico e ambientale presso le comunità dei nostri produttori. Gli strumenti di misurazione di cui ci siamo dotati nel corso degli anni vanno nella direzione di fornire a noi stessi e, di conseguenza, alle nostre imprese, dati importanti per capire come effettivamente la nostra azione congiunta come imprese, cittadini, certificatori stia ottenendo cambiamento nei Paesi in via di sviluppo. Alla fine dello scorso anno, Fairtrade International ha commissionato uno studio di valutazione sul MEL (Monitoring Evaluation and Learning) per assicurarsi di continuare a soddisfare i bisogni del sistema e allinearli alle aspettative di continuo miglioramento da parte degli stakeholder. In base a questa valutazione il MEL team è diventato Global Impact team, focalizzato sui dati, mentre il MEL working group si è strutturato in Community of practices che lavora su aspetti specifici dell’impatto. La lettura dei dati ci aiuta anche a correggere il tiro dove necessario, a focalizzarci su aspetti che ritenevamo scontati o che abbiamo trascurato per approfondirli e dare delle risposte. 

Per le sue analisi, il Global Impact Group si avvale di strumenti sempre più accurati: dal COD Impact, compilato dagli ispettori di FLOCERT a seguito dei controlli e che monitora, tra le altre cose, il piano di utilizzo del Premio da parte delle organizzazioni, allo strumento più evoluto, Fairlens che ha l’obiettivo di mettere insieme i dati riguardanti il mercato, la certificazione e l’impatto per trasformarli in informazioni utilizzabili da tutti gli attori del sistema. Allo studio anche un’altra piattaforma, Fairtrade Insight, che dovrebbe raccogliere i dati di impatto dagli stessi produttori in modo da tradurli in contenuti di comunicazione a uso delle aziende e delle iniziative nazionali Fairtrade. 

 

Leggere i dati alla luce degli Obiettivi

Inquadrare i dati di impatto nell’ottica degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 è uno degli obiettivi del Global Impact Group a cui abbiamo chiesto di supportarci in questo primo lavoro di impatto su una parte consistente delle nostre filiere e sui nostri mercati. 

Il lavoro che abbiamo tentato di fare in questo Report 2019 è stato quello di misurare le ricadute della nostra azione sugli stakeholder più importanti, guardandoli dal punto di vista degli SDGs: i produttori e i lavoratori, i cittadini, le imprese. Su quali Obiettivi sta impattando il nostro lavoro qui in Italia, tra le imprese, le istituzioni, i consumatori? E su quali nei paesi produttori che sono il cuore della nostra azione? Quante persone siamo riusciti a raggiungere nel 2019 e qual è stata la qualità del nostro intervento tra i produttori dei Paesi in via di sviluppo? Premetto che il dato sui produttori si riferisce all’anno 2018 perché i piani di sviluppo del Premio hanno una portata annuale e il Premio viene deciso dall’assemblea generale e si sviluppa nell’arco di 12 mesi.

Un risultato di questa analisi mi ha particolarmente colpito, mentre lascio a voi la lettura di questo nostro percorso: la maggior parte del Premio è stato utilizzata dai produttori per far fronte all’Obiettivo 1 e all’Obiettivo 2, ovvero Lotta alla Povertà e Fame Zero, seguiti da Lavoro dignitoso e crescita economica (Obiettivo 8) e Istruzione di qualità (Obiettivo 4). Questo significa che il Premio Fairtrade è un’ancora di salvataggio importante perché contribuisce a beni essenziali: cibo, sollievo alla povertà estrema sulla quale ancora oggi molti produttori Fairtrade sono in bilico. È pur vero che all’interno di questi gruppi rientrano tutti gli interventi di formazione, di miglioramento del reddito, di lotta al cambiamento climatico e alle emergenze, i servizi svolti dalle organizzazioni in supporto ai produttori. Ma è anche vero che dobbiamo e possiamo fare ancora di più per fare un salto di qualità che ci consenta di passare da interventi di sussistenza a interventi strutturali (Istruzione, Obiettivo 4, ma anche Città e Comunità Sostenibili, Obiettivo 11) per rendere ancora più forti e sane le organizzazioni dei produttori. Per questo siamo ancora un volta richiamati a lavorare insieme per un futuro migliore per Tutte e Tutti.

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