Thomas Zulian
Direttore commerciale

 

Una crescita solida, a partire dai volumi 

Il 2019 conferma una crescita solida del mercato dei prodotti certificati Fairtrade in Italia, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti e con un positivo riflesso sul Premio versato alle organizzazioni di produttori: lo scorso anno si sono superati i 2,5 milioni di euro (+22%).

 

 

 

Le banane fanno la parte del leone

Dal punto di vista dei singoli prodotti l’analisi dei dati del 2019 mostra che le banane, per quanto attiene ai volumi, si confermano il primo prodotto con una vendita pari a 15.962 tonnellate con una crescita del 2% rispetto al 2018 e del 50%, se prendiamo in considerazione l’ultimo quinquennio. La maggior parte delle vendite avviene sul canale retail (circa l’85%) sia grazie alla collaborazione con alcuni marchi – come ad esempio Alce Nero, Almaverde, Bahia – sia con un’ampia presenza nella marche dei distributori (Coop, Carrefour, Selex, Despar,  Pam, In’s Mercato e altri). Al netto dei volumi Fairtrade, va sottolineato come la banana assume sempre più frequentemente il ruolo di bene civetta da inserire nei volantini promozionali e questo tipo di dinamica rischia di ingenerare un pericoloso circolo vizioso di prezzi bassi. Al lato pratico questa “guerra” al ribasso provoca l’impossibilità di remunerare correttamente la filiera e in particolare gli agricoltori che sono, nella maggior parte dei casi, l’anello debole: di fatto ad oggi la maggior parte delle banane vendute in Italia nel circuito convenzionale non consente di pagare dignitosamente chi le coltiva. Fra gli addetti del settore ortofrutticolo c’è molto di frequente una sorta di rassegnata consapevolezza e accettazione di questa situazione, ma per fortuna il ricorso alla sola leva del prezzo non è l’unica opzione percorribile: lo dimostra l’esempio Nova Coop in Piemonte che dal 2010, oltre alle banane Bio Fairtrade, vende con successo le banane sfuse a lotta integrata Solidal Fairtrade. Dunque, sebbene il prezzo sia indubbiamente un elemento irrinunciabile per attrarre il consumatore, nel momento in cui diviene l’unico parametro impedisce qualsiasi possibilità di differenziazione e alimenta una spirale negativa di distruzione del valore che a partire dagli agricoltori danneggia via via tutti gli attori della filiera. Al netto dei problemi di medio-lungo periodo, le filiere nell’attuale emergenza Covid 19 mostrano per il momento una sostanziale tenuta, anche perché la maggiore richiesta di volumi del canale retail è abbondantemente compensata dalla grosse difficoltà del fuori casa che pesa circa il 15% delle vendite Fairtrade. In particolare la chiusura delle scuole si ripercuoterà profondamente sui volumi di questo canale nel 2020, mettendo in seria difficoltà molte aziende. In prospettiva però la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi) potrebbe imprimere una nuova spinta allo sviluppo di ulteriori volumi nei prossimi anni.

 

 

Tenuta del caffè

In tema di caffè il 2019 si è chiuso con dati positivi: sono state vendute 871 tonnellate di caffè verde con un aumento del 3% rispetto al 2018 e del 33% nel corso degli ultimi cinque anni. Più preoccupante è la situazione dei primi mesi del 2020 che a causa della chiusura di bar e ristoranti provoca grosse difficoltà a tutte le aziende operanti nel fuori casa. Per Fairtrade Italia si tratta di un canale importante caratterizzato da collaborazioni pluriennali con alcune storiche e radicate torrefazioni locali . Tra le più attive nel proporre il caffè Fairtrade troviamo Alps Coffee (Schreyögg) e Caroma in Trentino-Alto Adige, Goppion in Veneto, Agust e Ravasio in Lombardia, Costadoro in Piemonte, Haiti nel Lazio, Moak in Sicilia. Va ricordata inoltre la scelta di Autogrill che nella propria insegna Bistrot propone il caffè Kimbo Fairtrade. Come nel caso delle banane, a fronte di un fuori casa in sofferenza, si contrappone l’incremento delle vendite nel canale retail soprattutto tra le marche del distributore (principalmente Coop, Conad, Carrefour e In’s Mercato).

 

 

Cacao: straordinaria ascesa

Spostando il focus sul cacao viene confermata anche nel 2019 la sua straordinaria ascesa di volumi che hanno raggiunto le 6.086 tonnellate con un +40% sull’anno 2018 e ben dell’838% negli ultimi cinque anni. Da un punto di vista delle referenze a scaffale va rilevato come tutte le categorie segnino un crescita generalizzata: biscotti +40%, tavolette +46%, prodotti dolciari +52%. In particolare le tavolette di cioccolato sono presenti nelle marche del distributore di molte insegne come Coop, Conad, Carrefour, Despar, Lidl, Eurospin, Aldi. In questo ambito è molto importante l’impegno di Coop che nel corso degli anni ha lavorato intensamente sull’assortimento utilizzando il cacao Fairtrade su decine di referenze come tavolette di cioccolato, cioccolatini, cereali prima colazione, preparati per dolci e ricorrenze. Inoltre dalla fine del 2019 è in corso progetto di conversione di numerosi prodotti (biscotti, wafer e merendine) con l’uso del marchio d’ingrediente (FSI). In tema di marchio d’ingrediente va inoltre sottolineato l’impegno pluriennale di Lidl con un assortimento che può contare su decine di tavolette e cioccolatini con cacao Fairtrade e, a partire dallo scorso anno anche su alcuni cereali da prima colazione; a queste si sommano centinaia di referenze legate alle ricorrenze natalizie e pasquali.  La crisi non sta intaccando al momento le vendite di prodotti con cacao e, anzi, gli aumenti di consumo nel canale retail, i progetti già in cantiere e il crescente interesse da parte di molte aziende per il modello d’ingrediente FSI, creano delle solide basi per un ulteriore sviluppo negli anni a venire.

 

 

Zucchero, tè, frutta e non food

Vedendo in sintesi anche gli altri prodotti, va segnalato prima di tutto lo zucchero di canna che registra volumi di vendita sempre più importanti pari a 3.983 tonnellate (+10%), di cui la maggior parte deriva dalla marca del distributore, ma crescono anche i marchi come Italia Zuccheri e nel biologico Alce Nero. In termini di volumi, con circa 1000 tonnellate, rimane significativo anche il mercato della frutta fresca in cui, eccetto le banane, spicca la storica presenza dell’ananas garantita dall’importatore Nicofrutta. Sempre in tema di reparto ortofrutta, le novità del 2019 sono le zenzero e curcuma freschi su un progetto F&F Europe per il marchio Vivi Verde Coop. Altra novità da segnalare sulle spezie è l’assortimento di quattro referenze: curcuma, zenzero, cannella e pepe nero nel classico vasetto Cannamela.  

Il torna a crescere nel 2019 (151 tonnellate, +4%)  grazie sia alle marche del distributore, sia all’affermarsi anche in Italia di marchi già presenti in altri Paesi come Clipper o Hampstead Tea e infine, per quanto concerne l’offerta food, si confermano interessanti le crescite della frutta secca (152 tonnellate,+ 10%), del riso (380 tonnellate, +20%) e dei succhi di frutta (894.000 litri, +8%). 

In relazione al non food, il 2019 ha visto nascere il primo profumo a base di alcol Fairtrade ottenuto da zucchero di canna certificato, prodotto per il marchio Kerastase dall’azienda italiana GEA Profumi. Anche l’interesse per i gioielli etici è aumentato e le vendite di MaraisMara, laboratorio orafo artigianale certificato Faitrade, sono più che raddoppiate. Infine, se nel 2019 il segmento dei fiori ha visto un’espansione, dato l’interesse di più retail a vendere rose Fairtrade, si ravvisa un 2020 particolarmente difficile a causa del blocco totale di questa filiera nei primi mesi dell’anno. Si aggiungono, inoltre, importanti problemi di approvvigionamento del cotone perlomeno per tutta la fase dell’emergenza, sebbene nel medio termine i prodotti del tessile Fairtrade potrebbero vedere una importante accelerazione dei volumi in particolare per quanto attiene al cosiddetto workwear.